Regno Unito: il Galles include il vetro nel nuovo sistema di deposito cauzionale dal 2027

Il governo del Regno Unito ha ufficialmente approvato la richiesta del Galles di includere il vetro nel proprio sistema di deposito cauzionale segnando una svolta significativa rispetto ai modelli adottati dalle altre nazioni del Regno Unito. I sistemi cauzionali di Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord copriranno infatti esclusivamente i contenitori per bevande in plastica e metallo. Il Galles ha ottenuto un’esclusione dal UK Internal Market Act per poter estendere la portata del progetto anche ai contenitori in vetro.

Il lancio del DRS è previsto per il 1° ottobre 2027, una data concordata con le altre nazioni del Regno Unito per rispondere anche alle richieste dell’industria per un avvio congiunto.

Il governo gallese – come avevamo raccontato – ha contribuito a rallentare l’avvio del sistema cauzionale nel Regno Unito che sarebbe potuto partire già nel 2025.

Dopo non essere riuscito a convincere il governo britannico a includere il vetro la decisione presa dal governo scozzese – come riportato dalla BBC lo scorso luglio – consisteva nel fare partire il sistema nella stessa data di Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord per i contenitori in plastica o metallo ( con applicazione di un deposito) aggiungendo il vetro monouso, ma senza deposito.

In pratica il sistema gallese coprirà i contenitori per bevande di dimensioni comprese tra 150 ml e 3 litri confezionati in bottiglie in plastica (PET), lattine in metallo e anche le bottiglie di vetro monouso.

Le bottiglie in vetro per bevande verranno quindi raccolte fin dal primo giorno di operatività del sistema, ma, per un periodo di transizione della durata di quattro anni, non verrà applicato un deposito sul prezzo di vendita (riscattabile alla consegna del vuoto).

Durante questa fase pensata per consentire all’industria di adattarsi :

  • I contenitori in vetro saranno esenti dagli obblighi di etichettatura.
  • Verrà applicata una cauzione pari a zero pence, posticipando l’introduzione dei depositi monetari pieni per il vetro a una fase successiva, in parallelo con l’introduzione di sistemi di riutilizzo.

Il Vice Primo Ministro gallese, Huw Irranca-Davies, ha descritto l’approvazione come una “pietra miliare” nel percorso verso l’eliminazione della “cultura dell’usa e getta” e la creazione di un’economia circolare. Il sistema permetterà inoltre ai cittadini di donare l’importo dei depositi in beneficenza, sostenendo progetti della comunità.

Per garantire che i diversi regimi nazionali possano operare senza intoppi, il governo gallese ha proposto l’istituzione di una task force di implementazione congiunta. Questo organismo lavorerà in collaborazione con il DMO (Deposit Management Organisation) organizzazione senza scopo di lucro nominata dal governo per sviluppare e, in ultima analisi, implementare il programma per gestire l’interoperabilità tra i vari sistemi del Regno Unito.

Recentemente l’organizzazione che è gestita e finanziata dai produttori di bevande ha annunciato il nuovo nome Exchange for change e presentato il logo che andrà a contraddistinguere i contenitori soggetti al deposito.

Sfide e Preoccupazioni del Settore

Nonostante l’entusiasmo che caratterizza il Governo l’industria ha sollevato alcune criticità. Andy Bagnall, direttore generale della British Soft Drinks Association, pur accogliendo con favore i progressi verso un sistema coordinato per plastica e alluminio, ha avvertito che l’inclusione del vetro solo in Galles apre le porte a diverse sfide. Tra i rischi principali vi sono i problemi transfrontalieri, inclusa la possibilità di frodi sostanziali derivanti dalla diversità dei sistemi di deposito tra i confini nazionali.

L’industria sollecita ora il governo gallese a nominare rapidamente un amministratore del sistema e a garantire che l’integrazione del vetro avvenga nel modo più pratico possibile per limitare l’impatto logistico.


A distanza di pochi giorni dall’annuncio le proteste del settore delle bevande sono aumentate arrivando a descrivere la decisione come “la ricetta perfetta per un disastro” e il sistema scelto da Galles “come il peggiore a livello mondiale” che farà scomparire nel 2031 dagli scaffali dei supermercati molti prodotti per i costi che andranno a pesare sui produttori di bevande.

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