Regno Unito: avvio delle registrazioni per produttori e rivenditori di bevande e sviluppo delle infrastrutture del sistema cauzionale per bevande

Parte negli UK il conto alla rovescia per un cambiamento epocale nella gestione dei rifiuti da imballaggio per bevande che diventerà realtà dal 1° ottobre 2027 con il lancio del DRS. Aperta la procedura di registrazione sul portale dell’operatore del deposito Exchange for Change per oltre 270.000 aziende tra produttori e importatori di bevande e rivenditori che gestiranno i punti di restituzione.

Ogni anno nel Regno Unito oltre 6,5 miliardi tra bottiglie e lattine per bevande terminano la loro corsa tra i rifiuti anziché venire riciclate — una dispersione di risorse importante quanto evitabile se confrontata con il tasso di restituzione medio del 90% registrato nei paesi europei già dotati di un sistema di deposito con cauzione. Per invertire la rotta, il Regno Unito si sta preparando a lanciare ufficialmente, il 1° ottobre 2027, il proprio Deposit Return Scheme (DRS), un piano nazionale destinato a trasformare radicalmente la gestione degli imballaggi per bevande. La misura prevede l’applicazione di un deposito interamente rimborsabile di 20 pence su tutti i contenitori monouso in plastica PET, alluminio e acciaio di capienza compresa tra 150 ml e 3 litri. I consumatori potranno riscattare la cauzione restituendo i contenitori vuoti presso i punti di raccolta dedicati.

La registrazione è obbligatoria per i produttori e gli importatori che immettono sul mercato bevande coperte dal sistema DRS, nonché per le aziende che gestiscono punti di restituzione che includono rivenditori di generi alimentari come supermercati, negozi di alimentari, minimarket ed edicole, sebbene alcuni possano beneficiare di un’esenzione. Anche i fornitori di servizi di ritiro e le organizzazioni che richiedono l’autorizzazione a gestire punti di restituzione volontari saranno chiamati a registrarsi.


A tirare le fila di questo progetto dopo anni di discussioni, tira e molla tra le nazioni del Regno Unito, è Exchange For Change, la denominazione commerciale della UK Deposit Management Organisation Limited (UK DMO), organizzazione senza scopo di lucro guidata dall’industria del settore delle bevande. Sotto la guida dell’amministratore delegato Russell Davies, l’organizzazione ha annunciato l’assegnazione, al termine di un’estesa procedura di gara, dei contratti di logistica e lavorazione suddivisi su dieci regioni britanniche a cinque leader della gestione dei rifiuti. L’obiettivo strategico dichiarato è garantire la massima resilienza operativa e consentire un potenziamento futuro dell’intera rete di riciclo per raggiungere economie di scala.

La mappa della copertura territoriale vede l’operatore SUEZ incaricato delle regioni del Nord-Est, Nord-Ovest, Centro-Ovest e Sud-Ovest dell’Inghilterra. L’azienda CIRQLR gestirà le aree Centro-Orientale, Sud e Sud-Est inglesi. In Scozia opererà Re.Group in partnership con Hargreaves Services plc, mentre la capitale Londra sarà affidata a Bywaters e l’Irlanda del Nord a Re-Gen. Questo sforzo congiunto sbloccherà investimenti milionari nelle infrastrutture e porterà alla creazione di circa 700 nuovi posti di lavoro “verdi”, mobilitando una flotta di circa 400 nuovi veicoli dedicati alla raccolta.

L’evoluzione delle infrastrutture fisiche
Sul fronte degli impianti che riceveranno i contenitori raccolti dai punti vendita , la roadmap definita da Exchange For Change stabilisce che entro il giorno del lancio, nell’ottobre 2027, saranno pienamente operativi tre centri di lavorazione DRS dedicati situati in Scozia, Scunthorpe e Guildford, affiancati da due linee di lavorazione dedicate presso l’Isola dei Cani (Londra) e Newry (Irlanda del Nord), oltre a un impianto condiviso per il riciclo della plastica ad Avonmouth.
La crescita infrastrutturale proseguirà poi a lungo termine: entro l’ottobre 2030 verranno realizzati tre ulteriori impianti costruiti su misura a Ely (Cambridgeshire), Knowsley (Merseyside) e nuovamente Avonmouth. I vertici delle società partner — tra cui John Scanlon di SUEZ, David Palmer-Jones OBE di CIRQLR, David Singh di Re.Group, John P. Glover di Bywaters e Joseph Doherty di Re-Gen — hanno sottolineato come l’accordo rappresenti un salto di qualità generazionale per la sicurezza delle risorse interne e la prosperità regionale.


Le scadenze per le imprese previste in due fasi
Mentre la rete industriale prende forma, per il tessuto imprenditoriale la partita è già cominciata. Il 29 settembre 2026 quando Exchange For Change ha aperto ufficialmente la Fase 1 di registrazione attraverso un portale web dedicato rivolto agli oltre 270.000 soggetti interessati, tra produttori e gestori di punti di restituzione. In questa prima fase, le aziende sono chiamate a inserire i dati identificativi di base. Seguirà poi la Fase 2 a gennaio 2027, destinata alla raccolta di dettagli operativi più specifici legati al ruolo svolto nel sistema.
Il regolamento stabilisce specifiche tutele per i piccoli commercianti: i rivenditori urbani con superficie di vendita inferiore a 100 m² sono automaticamente esentati dall’obbligo di allestire un punto di ritiro. Per i negozi urbani con superficie tra 100 m² e 199 m² e per quelli rurali sotto i 200 m², sarà invece possibile richiedere un’esenzione formale, fermo restando l’obbligo di completare la procedura di registrazione iniziale.


Raccolta automatizzata o manuale
Con il conto alla rovescia fissato a un anno dall’avvio, i fornitori di tecnologie per la raccolta automatizzata macchine chiamate Reverse Vending Machine RVM si stanno attivando per offrire assistenza sui prodotti esistenti che devono rispondere alle caratteristiche dei punti vendita dove verranno installate. La selezione dei macchinari richiede infatti un’attenta analisi degli spazi in negozio, dei volumi previsti, della formazione del personale e dell’integrazione con i flussi operativi quotidiani. Per supportare i dettaglianti in questa fase decisionale un produttore leader del settore ha aperto uno showroom a Ovest di Londra, offrendo consulenze dedicate sulle soluzioni automatizzate.

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