Un sondaggio promosso dall’Environment Improvement Center sugli atteggiamenti e abitudini nei confronti della plastica monouso ha rivelato che il 99,7% dei cittadini della Repubblica di Serbia concorda sul fatto che l’utilizzo di plastica monouso sia problematico per l’ambiente e la salute umana. Il 95% degli intervistati è favorevole all’uso di borse per la spesa in materiali alternativi alla plastica e all’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per contenitori di bevande in PET.
Sono stati resi pubblici a fine agosto i risultati di un sondaggio condotto nel giugno 2022 dall’Environment Improvement Center sugli atteggiamenti e abitudini dei cittadini della Repubblica di Serbia sulla plastica monouso e sulle possibili soluzioni. Il 99,7% degli intervistati “concorda pienamente” o “parzialmente” sul fatto che l’uso della plastica monouso sia problematico per l’ambiente e la salute umana e secondo il 95% le soluzioni che permettono una lotta efficace all’inquinamento che ne deriva includono l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per bottiglie in PET, la tassazione della plastica non riciclabile o riutilizzabile, e una legislazione sanzionatoria più severa per soggetti e individui che non rispettano le leggi in materia. L’82% degli intervistati ritiene che le buste di plastica e le bottiglie in PET siano il tipo di plastica monouso più problematico, seguite dai contenitori alimentari in plastica (32,35%).
La ricerca ha dimostrato che il livello di informazione sugli effetti nocivi della plastica è soddisfacente. Più della metà ha dichiarato che le microplastiche, che entrano nella catena alimentare e nel corpo degli organismi viventi, sono il problema maggiore associato all’uso della plastica, mentre più del 40% ritiene che il problema maggiore sia il lungo periodo di decomposizione. Solo lo 0,30% dei cittadini intervistati pensa che la plastica non sia un problema ambientale.
Tuttavia, la ricerca mostra che i cittadini sono poco informati su quali tipi di plastica possono essere riciclati. Solo un intervistato su quattro sa che non tutti i tipi di plastica possono essere riciclati. Anche la mancanza di fiducia nei sistemi esistenti per lo smaltimento della plastica da riciclare è preoccupante e influisce negativamente sulla motivazione dei cittadini: oltre il 60% degli intervistati dichiara che separerebbe regolarmente i rifiuti di plastica da riciclare se fosse sicuro che i rifiuti vengono effettivamente riciclati.
Sistema deposito cauzionale (DRS) per gli imballaggi in PET
Quasi il 95% dei cittadini sostiene “totalmente” o “in parte” l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale e lo considera una soluzione auspicabile per ridurre la quantità di imballaggi in PET. L’introduzione di un DRS per gli imballaggi in PET è “pienamente accettabile” per tutte le categorie di età, e il sostegno è massimo nella categoria di età compresa tra i 35 e i 39 anni (98% degli intervistati sono a favore).
Alla domanda sull’ammontare del deposito, più di un terzo degli intervistati ha dichiarato che l’importo dovrebbe essere superiore a 10 dinari (0,09 centesimi di euro), mentre un cittadino su cinque ritiene auspicabile un importo compreso tra 6 e 8 dinari. Se si escludono le risposte degli appassionati che restituirebbero gratuitamente gli imballaggi in PET, si osserva inequivocabilmente che l’importo della cauzione è direttamente correlato a una maggiore motivazione alla restituzione degli imballaggi in PET.
Sacchetti di plastica e le loro alternative
Quasi il 95% degli intervistati è “completamente” o “parzialmente d’accordo” che non è un problema utilizzare delle alternative ai sacchetti di plastica e circa il 45% ha confermato di portare sempre con sé una borsa di cotone quando fa la spesa. Coloro che hanno riferito di dimenticare “regolarmente” di portare una borsa riutilizzabile quando fanno la spesa, hanno detto che i mezzi di motivazione più favorevoli per superare questa “dimenticanza” sarebbero che qualcuno glielo ricordasse (53,41%) e che aumentasse il prezzo dei sacchetti di plastica nei negozi (23,84%).
Alla domanda su cosa fanno con i sacchetti di plastica dopo aver fatto la spesa, i tre quarti degli intervistati hanno risposto che li riutilizzano per qualcos’altro, il più delle volte come sacchetti per la spazzatura, seguiti dalle risposte: “Li riutilizzo per fare la spesa” (42,11%), “li butto nella spazzatura” (15,88%). Un po’ meno del 10% ha detto di separarli e metterli in un bidone per i rifiuti di plastica, anche se la pratica della raccolta differenziata e del riciclaggio dei sacchetti di plastica non esiste ancora in Serbia.Il divieto dei sacchetti di plastica è una delle soluzioni menzionate in molte risposte aperte su questo tema e, sebbene tale divieto non possa essere attuato a breve termine, la demotivazione ad acquistare sacchetti di spessore e caratteristiche inadeguate che porterà al divieto finale sembra essere il modo più realistico per ridurre l’inquinamento da questo tipo di prodotti usa e getta.
La nocività della plastica
Secondo l’Environment Improvement Center il sondaggio mostra che i cittadini hanno un solido livello di consapevolezza sulla nocività della plastica monouso in senso lato, ma che è necessario lavorare per informare ed educare ulteriormente il pubblico al fine di continuare a costruire una società che partecipi attivamente alla lotta contro la plastica monouso. Gli intervistati hanno dimostrato un interesse significativo per questo argomento, e, dicono i promotori del sondaggio, adesso spetta alle autorità governative e ai decisori politici ascoltare la voce dei cittadini e attuare con decisione l’introduzione, l’implementazione e il monitoraggio del rispetto delle normative che stanno diventando lo standard per la gestione della plastica monouso [in Europa].
L’Environment Improvement Center ribadisce che il riciclo non è l’unica e definitiva soluzione nella lotta ai rifiuti di plastica, ed è dunque necessario promuovere costantemente abitudini che portino alla riduzione dell’uso di oggetti in plastica monouso e l’uso razionale di prodotti realizzati con materiali alternativi. Inoltre, continua la ONG, è estremamente importante ripristinare la fiducia nel sistema di selezione primaria, riciclaggio e gestione dei rifiuti attraverso la creazione di ulteriori infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti, ma anche operazioni più efficienti e trasparenti di tutti gli attori della catena di gestione dei rifiuti nella Repubblica di Serbia.
La ricerca è stata condotta nel giugno 2022 nell’ambito del progetto “Plastic Civilization”, implementato dall’Environment Improvement Center ed ha coinvolto 1014 cittadini.




















