
A cinque anni dal debutto del sistema, introdotto nel 2021 per le bottiglie in plastica sotto il litro e ampliato nel 2023 alle lattine, il bilancio è incoraggiante: il littering si è drasticamente ridotto e la raccolta ai fini del riciclo è aumentata. Restano, tuttavia, criticità che hanno frenato ad oggi il raggiungimento degli obiettivi legali di raccolta: dalla carenza di punti di restituzione ai contenziosi con l’ente di vigilanza preposto.
Presentati recentemente da Verpact nel suo Rapporto Annuale di gestione i risultati riferiti alla gestione degli imballaggi nel 2025. La gestione collettiva del sistema di EPR riferito agli imballaggi fa capo all’organizzazione dei produttori Afvalfonds Verpakkingen ( cambiato il nome in Verpact nel 2024) che opera sul territorio attraverso la filiale Statiegeld Nederland per quanto riguarda la gestione operativa del sistema cauzionale (Statiegeld) .
Nel 2025 il sistema olandese di gestione degli imballaggi ha raggiunto complessivamente tutti gli obiettivi legali di riciclo previsti per le singole tipologie di materiale con un tasso medio di riciclo pari al 75%, in lieve flessione rispetto al 76% registrato nel 2024. Se al riciclo si aggiunge il riutilizzo diretto degli imballaggi, come nel caso di cassette, pallet e bottiglie di vetro riutilizzabili, il tasso complessivo di circolarità raggiunge invece l’88%.
Venendo alla performance degli imballaggi per bevande in plastica e metallo soggetti al deposito cauzionale, i risultati mostrano un miglioramento dei livelli di intercettazione. La raccolta delle lattine è salita all’86%, mentre per le bottiglie di plastica il tasso di raccolta ha raggiunto il 78% (1). Numeri per quanto riguarda soprattutto le bottigli,e ancora lontani dall’obiettivo nazionale del 90% (oltre europeo entro fine dicembre 2028).


Parallelamente ai risultati di raccolta, secondo quanto riportato nel resoconto, Verpact ha proseguito nell’ampliamento dell’infrastruttura di restituzione. A luglio 2026 si contavano circa 9.900 punti nei quali è possibile ricevere direttamente il rimborso della cauzione e circa 22.000 punti che, pur non consentendo il recupero diretto del deposito, permettono di devolvere il valore delle cauzioni a enti benefici. La rete raggiungerebbe così quasi 32.000 punti distribuiti sul territorio.
Per quanto riguarda la raccolta automatizzata, le macchine RVM ad alta capacità, progettate per gestire grandi volumi e velocizzare le operazioni di conferimento di sacchi misti di bottiglie e lattine, sono aumentate dalle 96 nel 2025 alle 179 nella prima metà del 2026.
A luglio 2026 risultavano erano inoltre operativi 23 Statiegeld Retourshops, negozi specializzati nella restituzione di grandi quantitativi di imballaggi, pensati per alleggerire il carico sui supermercati, tradizionalmente utilizzati come principali punti di riconsegna.


Verpact ha dichiarato nel rapporto di avere incassato 129 milioni di euro nel 2025 relativi ai depositi non riscossi dai consumatori che non hanno restituito i contenitori.
Per valutare la rilevanza delle cauzioni non riscosse nel finanziamento del sistema e determinarne il peso sul bilancio complessivo dell’ente gestore, aspetto che sarà approfondito in un successivo capitolo, è necessario innanzitutto esaminare le altre due principali fonti di finanziamento.
La prima è costituita dai ricavi derivanti dalla vendita dei materiali raccolti ai riciclatori; la seconda è rappresentata dal contributo ambientale (EPR fee), versato dai produttori di bevande per ogni contenitore soggetto a deposito immesso sul mercato.
L’importo dei depositi non riscossi ogni anno dovrebbe diminuire a seguito dell’incremento dei quantitativi di contenitori restituiti e, secondo quanto previsto dalla normativa, le somme derivanti dalle cauzioni non riscosse devono venire interamente reinvestite nel miglioramento del sistema.

Breve storia del DRS olandese
Ogni giorno nei Paesi Bassi vengono utilizzate oltre 4,5 milioni di bottiglie di plastica. Per contrastare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente e lo spreco di risorse il Governo introduce il 1° luglio 2021 un sistema di deposito cauzionale per le bottigliette di plastica di formato inferiore al litro. Il 1° aprile 2023 la misura viene ufficialmente estesa anche alle lattine in metallo.
L’obiettivo fissato dalla legislazione nazionale (Besluit beheer verpakkingen) perfettamente allineato alle direttive europee e al Regolamento Imballaggi PPWR (UE 2025/40) è chiaro e vincolante: raccogliere separatamente almeno il 90% di tutti i contenitori immessi sul mercato.
Come abbiamo raccontato in precedenti post il percorso per arrivare ad un sistema di deposito o DRS ( Deposit Return System) nei Paesi Bassi è stato tutt’altro che semplice e lineare: ci si è arrivati grazie ad oltre vent’anni di campagne e mobilitazioni promosse dalle ONG olandesi prima, proseguite con il sostegno delle municipalità e di altri soggetti del settore aziendale, agricolo e dell’allevamento poi.
Rispetto ai risultati e alle criticità del sistema ancora esistenti va detto – per completezza di informazione – che il deposito olandese sta funzionando: sia a livello di materiali intercettati che precedentemente andavano persi, che come drastica riduzione del littering. L’abbandono dei contenitori soggetti a cauzione abbandonati nel littering è infatti crollata dell’80% già a distanza di non molto tempo dal suo avvio.
Allo stesso tempo la lentezza nel conseguimento del tasso di raccolta prefissato è oggettivamente reale per un Paese come l’Olanda che dispone da tempo di un’infrastruttura matura di raccolta e riciclo. In quanto a tempistica hanno fatto meglio Paesi come la Lituania, la Slovacchia e l’Austria. Ovviamente ogni Paese ha una storia a sé e nel caso dei Paesi Bassi la performance è stata una conseguenza di più fattori, come abbiamo documentato nelle nostre analisi : primo fra tutti una partenza scaglionata in tre fasi per due soli tipi di contenitore : 2005-2021–2023 come caso unico al mondo.
La drastica riduzione degli imballaggi per bevande nel littering che è uno dei vantaggi maggiormente apprezzati dei sistemi cauzionali europei è un fenomeno che è stato misurato e monitorato nel tempo dall’attivista e ricercatore indipendente Dirk Groot, noto come Zwerfinator, una delle voci più influenti nel Paese quando si discute di rifiuti, littering e delle sue soluzioni. “Dall’estensione del deposito cauzionale alle lattine e alle bottigliette di plastica, la presenza di questi contenitori nei rifiuti abbandonati (zwerfafval) è diminuita di circa l’80%” sottolinea Groot in ogni occasione di dibattito pubblico.
Secondo le sue recenti stime il sistema ha consentito di raccogliere complessivamente oltre 3 miliardi di contenitori aggiuntivi, sottraendone circa 1 miliardo alla dispersione nell’ambiente. I risultati e soprattutto quelli visibili a occhio nudo non sono tuttavia uniformi su tutto il territorio. Nelle aree più frequentate delle grandi città esiste ancora un forte squilibrio tra l’elevata disponibilità di punti vendita che commercializzano bevande e la grave carenza di punti di restituzione.
Questa disomogeneità alimenta il fenomeno dei cosiddetti statiegeldjagers, i «cacciatori di cauzioni», che rovistano nei cestini pubblici alla ricerca di bottiglie e lattine da restituire. La loro attività finisce spesso per disperdere altri rifiuti e lasciare sporcizia intorno ai cestini. Al di fuori dei grandi centri urbani, invece, il sistema ha contribuito a rendere le strade nettamente più pulite.
Dal lancio del sistema, ai numeri deludenti, sino alle ispezioni governative
Le aspettative della vigilia si scontrano presto con una realtà ben diversa: i tassi di raccolta faticano a decollare. Nel 2022, primo anno di piena applicazione dell’obbligo per le bottiglie in plastica, il sistema ne intercetta appena il 68%. Nel 2023 la quota sale solo marginalmente, al 74%; nel 2024 Verpact dichiara un tasso del 77%, che nel 2025 raggiunge il 78%.
Quando si profila la possibilità di sanzionare Verpact per il mancato raggiungimento degli obiettivi di legge, interviene però un cavillo burocratico. Nel giugno 2025, il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e la Gestione delle Acque emana , un’indicazione formale ( aanwijzing) che impone all’autorità di vigilanza di escludere dal calcolo ai fini sanzionatori del target del 90% i contenitori non soggetti all’obbligo di cauzione, come quelli per succhi di frutta e latticini.(1)
Grazie a questo ricalcolo, il tasso ufficiale relativo al 2024 viene portato sulla carta all’83%. Un aggiustamento che, tuttavia, non cambia la sostanza dei risultati: anche dopo la revisione, l’obiettivo legale del 90% resta lontano.
Per i cittadini, negli anni successivi all’introduzione del sistema nel 2021, la restituzione dei contenitori si è trasformata in un percorso a ostacoli, sebbene con differenze da una zona all’altra del Paese. Con macchine RVM (Reverse Vending Machine) installate nei supermercati soggette a frequenti guasti e formazione di lunghe file principalmente a causa di una rete insufficiente di punti di raccolta.
La montagna di cauzioni non riscosse e le sanzioni dell’ILT
Mentre gli obiettivi di raccolta continuavano a non essere raggiunti anno dopo anno, nelle casse del gestore si è accumulata una cifra considerevole derivante dalle cauzioni non riscosse dai consumatori. Dall’avvio del sistema nel 2021 e la fine del 2024, ben 506 milioni di euro versati come deposito dai consumatori all’acquisto di una bevanda sono rimasti all’interno del sistema (per mancata restituzione dell’imballaggio). Ai 506 milioni di euro vanno ancora aggiunti i 129 milioni riferiti al 2025.
Questi numeri hanno spinto l’associazione dei consumatori Consumentenbond e la ONG Fair Resource Foundation, guidata da Rob Buurman, a denunciare un possibile conflitto d’interessi: un sistema gestito da un ente privato espressione dell’industria finisce per beneficiare finanziariamente dal mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta. Verpact ha respinto le accuse, sostenendo che, per legge, le cauzioni non riscosse non costituiscono utili privati né riserve liberamente utilizzabili, ma risorse vincolate da reinvestire nel funzionamento e nello sviluppo della rete di restituzione.
Le due Ong hanno più recentemente rivolto un appello al ministro per il Clima, chiedendo di introdurre l’obbligo di ritiro dei contenitori a tutti i punti vendita che commercializzano bevande. Un provvedimento che renderebbe la restituzione dei contenitori più semplice e accessibile, soprattutto per i consumatori che hanno poco tempo o non dispongono di un punto di raccolta nelle vicinanze.
L’Ispettorato per l’Ambiente e i Trasporti (Inspectie Leefomgeving en Transport – ILT) del Ministero delle Infrastrutture e della gestione delle Acque aveva già notificato a Verpact nel giugno 2024 5 ingiunzioni con penale (Lasten onder Dwangsom). Ingiunzioni precedute da un avvertimento inviato nel settembre del 2023 e la successiva bocciatura del piano di miglioramento presentato da Verpact nell’ottobre del 2023.
Tra le richieste ancora pendenti contenute nelle ingiunzioni figuravano l’installazione di almeno 5.400 nuovi punti di raccolta entro il 1° gennaio 2027, la creazione di una mappa online (Locatiewijzer) (entro il 4 ottobre 2024) e il completamento di studi tecnici sulle modalità di rimborso, sulla gestione delle bottiglie danneggiate e sul valore del deposito. Il valore complessivo delle penali previste per il mancato adeguamento ammonterebbe alla cifra record di 305 milioni di euro.
Nel settembre del 2025 l’ILT emette una sesta ingiunzione nei confronti di Verpact imponendo al gestore di introdurre entro il 1° gennaio 2026 un incentivo economico immediato per incrementare il tasso di intercettazione. Le opzioni indicate sono due: il raddoppio della cauzione, aggiungendo 0,15 euro e portandola a 0,30 o 0,40 euro, oppure l’introduzione di un retourbonus, ovvero un premio di restituzione di 0,15 euro aggiuntivo rispetto al rimborso della cauzione ordinaria. In caso di mancato rispetto di quest’ultima ingiunzione, Verpact rischia un’ulteriore penalità di 21 milioni di euro.
Per evitare l’aumento della cauzione, Verpact ha proposto una mediazione con il Governo, presentando un piano alternativo in quattro punti, denominato Totaalaanpak Statiegeld. La proposta punta su premi promozionali, lotterie collegate ad app digitali e rimborsi tramite Tikkie, anziché sull’incremento diretto dell’importo restituito ai consumatori.
A che punto siamo
Nel dicembre 2025 l’ILT accetta di modificare l’ultima ingiunzione integrando queste iniziative previste a tappe con decorso tra maggio 2026 e febbraio 2027. Il 1° ottobre 2026 scorso è scaduto nel frattempo il termine entro il quale Verpact doveva attivare una lotteria promozionale nei supermercati in collaborazione con le insegne e i produttori.
Il sito di ILT (Ispettorato Olandese per l’ambiente e i trasporti) riporta a questa pagina lo stato di avanzamento delle interlocuzioni con Verpact sull’attuazione del piano nazionale di interventi proposto. Le prossime scadenze sono fissate al gennaio 2027 (come anticipato nel precedente capitolo) per l’installazione di 5.400 ulteriori punti di restituzione, e lo sviluppo del programma avanzato di incentivi destinato a coinvolgere tutti i punti di raccolta automatizzati del Paese entro il 12 febbraio 2027.
Le Ong criticano il piano sin dall’inizio
Scontata la disapprovazione delle Ong e della società civile in genere che ritiene il piano di Verpact in cambio delle sanzioni irricevibile in quanto assolutamente inefficace nel dare risposte alle “falle” del sistema, oltre che non privo di rischi sul punto delle lotterie che potrebbe promuove gioco d’azzardo e ludopatia in qualche formula.
Al contrario secondo la società civile vanno affrontati i reali colli di bottiglia del sistema come: a) un deposito troppo basso rispetto alla capacità di spesa del paese ( 15 cent contro i 25 dell’Austria, ad esempio), b) una rete di punti di raccolta insufficiente e in particolare in luoghi come stadi, luoghi di grande passaggio come stazioni dove esiste uno smercio importante di bevande, c) un divieto di vendere bevande in plastica e lattina quando non coperte dal sistema cauzionale ( nel caso di alcuni tipi di bevande e/o importate dai paesi confinanti) d) e l’assenza di un obbligo di riscattare il deposito anche per gli imballaggi non integri quando coperti da sistema (in particolare per le lattine schiacciate che permangono così nell’ambiente nonostante abbiano un valore importante di mercato).
Con la pubblicazione del Rapporto 2025 si è accesa anche la polemica sui numeri dell’infrastruttura di restituzione che Verpact dichiara (9.900 punti di raccolta) ma che l’attivista e ricercatore indipendente Dirk Groot, noto come Zwerfinator, contesta. Secondo la sua analisi, il conteggio include più macchinari installati all’interno dello stesso supermercato e comprende anche luoghi con accesso privato o limitato, come sono i cinema, i campeggi e i circoli sportivi. Le location fisiche effettivamente accessibili al pubblico sarebbero invece soltanto 6.489: il 35% in meno rispetto al dato comunicato da Verpact.
L’ultima udienza presso il Consiglio di Stato
L’ultimo confronto è avvenuto il 14 settembre scorso presso la Sezione di Giurisdizione Amministrativa del Consiglio di Stato (Raad van State) a L’Aia, dove Verpact, l’ILT e la Fair Resource Foundation si sono affrontati in un’udienza congiunta.
Verpact ha accusato l’Ispettorato di ingerenza, contestando l’imposizione di specifiche misure operative – anziché una semplice richiesta di risultati – e ha fatto presente che esiste un divieto di cumulo delle sanzioni (cumulatieverbod) che sarebbe stato violato nella composizione delle sanzioni elevategli.
Di segno opposto la posizione della Fair Resource Foundation, secondo la quale le sanzioni sarebbero invece troppo esigue rispetto ai 506 milioni di euro trattenuti dal gestore.
Nel corso dell’udienza sono emerse inoltre anche gravi criticità metodologiche nell’operato dell’Ispettorato che ha ammesso in aula di non aver effettuato alcuna rilevazione iniziale dei punti di restituzione presenti per verificare l’effettiva attivazione dei 5.400 nuovi punti di restituzione prescritti. Una verifica necessaria poiché dal 2005 era in vigore in Olanda una sistema cauzionale riservato alle sole bottiglie in plastica superiori al litro con alcune macchine già presenti da tempo nei supermercati.
Ancora più discutibile è stato giudicato il criterio adottato per conteggiare le macchine di raccolta multipla (bulkautomaten) che è emerso durante l’udienza. Per incentivarne l’installazione, l’ILT attribuiva a ciascuna macchina multifeed un valore equivalente a tre RVM tradizionali con singoli conferimenti. Nel momento in cui un punto vendita sostituiva tre vecchie macchine con una multifeed: anziché registrare un saldo invariato, l’Ispettorato contabilizzava l’operazione come un incremento netto di un punto.
La proposta: pignoramento dei depositi non riscossi e principio «No cure, no money»
Anche secondo l’analisi di Dirk Groot, uno degli aspetti più problematici del sistema olandese è il meccanismo finanziario legato alle cauzioni non riscosse. Ogni volta che un consumatore non restituisce una bottiglia o una lattina, la cauzione versata al momento dell’acquisto non viene rimborsata e rimane nelle casse di Verpact, come abbiamo visto. In pratica i depositi non riscossi finiscono per avvantaggiare finanziariamente Verpact, anno dopo anno, sino a quando gli obiettivi di raccolta legali non vengono raggiunti.
Secondo Groot, le cauzioni non riscosse non dovrebbero rappresentare una fonte di guadagno per l’industria delle bevande o per il gestore del sistema, ma una risorsa appartenente alla collettività. La situazione attuale racchiude un paradosso: il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta finisce per tradursi in un beneficio economico per Verpact, anziché costituire un incentivo a migliorare l’accessibilità e l’efficacia del sistema.
Per correggere questa distorsione Dirk Groot propone che lo Stato pignori le cauzioni non riscosse finché non venga raggiunto l’obiettivo legale di raccolta del 90%, sintetizzato nel principio “No cure, no money”. Ovvero “nessun risultato niente denaro”. Verpact, secondo la proposta di Groot, potrebbe tornare a utilizzare queste somme per coprire i propri costi di gestione soltanto negli anni in cui dimostrasse di aver raggiunto il target del 90%. Un simile cambiamento ribalterebbe gli incentivi economici del sistema, spingendo Verpact ad adottare fin da subito misure concrete per aumentare il tasso di restituzione dei contenitori.
(1) Quest’ultimo dato richiede tuttavia una precisazione: le bottiglie di plastica destinate a succhi e prodotti lattiero-caseari sono soggette all’obiettivo legale del 90%, pur essendo nella maggior parte dei casi escluse dal sistema di deposito cauzionale. Per tenere conto di questa particolarità, con una decisione del 17 giugno 2025, il Ministero delle Infrastrutture ha disposto l’esclusione temporanea dal calcolo delle bottiglie senza cauzione fino alla fine di settembre 2026. Applicando questo criterio, il tasso ufficiale di raccolta delle bottiglie di plastica per il 2025 risulta pari all’84%.




















