L’indagine 2025 sui marchi di bevande più dispersi nel littering conferma la necessità di un sistema di deposito cauzionale

I risultati dell’indagine di Brand Audit in corso dal 2024 confermano anche per il 2025 la massiccia presenza dei grandi marchi di bevande nella Top Ten del littering italiano, con San Benedetto al primo posto per le acque minerali , Moretti /Heineken per la birra e Coca Cola e Red Bull per le bibite analcoliche.

Guardando ai settori abbiamo un contributo al littering quasi a pari merito tra bibite analcoliche (35% ) e acque minerali (33%), seguito dalla birra (25%) e dal vino / alcolici (6%).

L’indagine di brand audit che si svolge nei Comuni di Grezzago, Trezzo sull’Adda, Pozzo d’Adda e altre aree limitrofe è resa possibile dal monitoraggio costante dei rifiuti dispersi di Helena Boers, che la vede impegnata quasi giornalmente. Boers lotta da tempo contro i rifiuti abbandonati pattugliando le stesse aree periferiche del milanese che ripulisce, per quanto in suo potere, dai rifiuti di varia natura di cui una parte importante è costituita dai contenitori per bevande.

Anche in questa indagine riferita all’intero 2025, come nelle precedenti, i dati sui contenitori per bevande raccolti vengono caricati da Helena Boers sulla webapp di ABR Radar sulla base di: tipologia, materiale, marca e tipo di bevanda. Questa metodologia di analisi o categorizzazione del rifiuto è chiamata Brand Audit perché prevede anche l’identificazione del marchio della bevanda.

Periodicamente come campagna ne pubblichiamo i risultati in modo da sollecitare il Governo, e i produttori di bevande in primis a prendersi carico del problema, e dei suoi impatti negativi per : l’ambiente, l’economia del riciclo, i bilanci comunali, e anche lo Stato che ogni anno paga all’Unione Europea una Plastic Tax vicina al miliardo per gli imballaggi in plastica che non ricicliamo.

A distanza di quattro anni dall’inizio della nostra campagna il sistema cauzionale è finalmente entrato nell’agenda politica con ben tre proposte di legge sul sistema presentate da due partiti dell’opposizione e uno di governo, che ci auguriamo possano portare all’approvazione di una legge prima che l’attuale governo finisca il proprio mandato.

Purtroppo a livello nazionale i produttori di bevande, al contrario di quanto avviene negli altri paesi europei, non stanno appoggiando un’implementazione del deposito cauzionale sostenendo – almeno pubblicamente   – la tesi che il nostro paese non ne avrebbe necessità.

Il brand audit per l’anno 2025

L’analisi compiuta sui 19.803 contenitori per bevande trovati dispersi nell’ambiente nell’arco di un anno (1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025) e destinati al riciclo offre uno spaccato valido a livello nazionale su un fenomeno purtroppo in crescita come quello del littering. Si tratta dell’unica iniziativa nel suo genere portata avanti in Italia che misura la presenza dei contenitori per bevande nel littering, e che, interessando le stesse aree e strade adottate da Boers, permette anche di capire ogni quanto tempo il littering si accumula nuovamente nelle zone già ripulite.

Di quest’iniziativa in itinere ne ha raccontato anche Greeen & Blue nel 2024.

Anche durante il 2025 Helena ha caricato i dati sulla tipologia dei contenitori raccolti e i rispettivi marchi sulla nostra webapp “ABR Radar” . A breve sarà disponibile una versione aggiornata e molto più performante della webapp attuale che permetterà agli utenti di accedere alle proprie sessioni di raccolta e ricavarne dati personalizzati corredati da grafici.
In questa edizione, il primo posto come settore più presente nel littering spetta alle bibite analcoliche (35%), seguito da quello delle acque minerali (33%) e della birra (26%).

Per il resto, in linea con i Brand Audit internazionali, sono i grandi marchi e i corrispondenti gruppi leader di mercato, i principali responsabili di questo tipo di inquinamento che potrebbe essere fermare qualora i produttori di bevande sostenessero finalmente la misura presso il governo a partire dalle proposte di legge prima citate in discussione in parlamento.

Solamente un sistema di deposito può spingere i cittadini che abbandonano i contenitori nell’ambiente a cambiare i gesti e i raccoglitori informali a recuperare i contenitori dispersi per riscattarne la cauzione.

Ricordiamo che i contenitori attualmente conferiti correttamente nei cestini stradali non vanno a riciclo – ma ad incenerimento o in discarica – con gravi perdite per l’economia e impatti negativi per l’ambiente.

ANALISI DATI RACCOLTI CON ABR RADAR 

Dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 Helena Boers ha raccolto 19. 803 contenitori per bevande abbandonati tra Grezzago, Trezzo sull’Adda, Pozzo d’Adda e altre località vicine destinandoli alla raccolta differenziata. Preservando così l’ambiente, e “salvando” gli imballaggi dall’incenerimento o dalla discarica.

Di questi, la maggior parte è costituita da bottiglie di plastica per un 40,59%, da lattine in alluminio per un 28,77%, da bottiglie in vetro (26% ) e da cartoni per bevande (4,53%).

Dei 19. 803 contenitori raccolti 6.827 (35%) sono riconducibili al settore delle bevande analcoliche, 6520 (33%) alle acque minerali , 5182 (26%) al settore della birra e 1274 (6%) al settore vino / alcolici.

Nonostante in Italia si immettano al consumo molte più bottiglie in PET e in vetro, e siamo il Paese UE dove si consumano molto meno lattine a livello pro-capite (36 lattine contro le 150 del Belgio e 300 della Spagna secondo CIAL), il contributo delle lattine al littering risulta tutt’altro che insignificante risultando il secondo materiale più disperso nell’ambiente, dopo la plastica e prima del vetro.

Le Marche delle bevande più presenti nel littering

La marca è stata indicata per  11.629 dei contenitori raccolti. Le 10 marche più presenti nel littering rappresentano il 63% dei contenitori raccolti.

La classifica dei marchi più frequentemente rinvenuti nel littering nel milanese vede al primo posto Moretti, seguito da San Benedetto, Red Bull e Coca Cola.


ACQUA : le marche dei contenitori

Dei 6.520 contenitori per acqua minerale raccolti la marca è stata identificata per 3.189 contenitori. Le marche coinvolte sono 20 e le 10 marche più presenti nel littering ne rappresentano l’87,14%.

BIRRA: le marche dei contenitori 
Dei 6.828 contenitori per birra raccolti la marca è stata identificata per 4.919 contenitori. Le marche coinvolte sono 26 e le 10 marche più presenti nel littering ne rappresentano il 92,90%

BIBITE ANALCOLICHE: le marche dei contenitori 
Dei 5.181 contenitori per bibite raccolti la marca è stata identificata per 3.526 contenitori. Le marche coinvolte sono 18 e le 10 marche più presenti nel littering ne rappresentano il 96,00%.

La classifica dei marchi del settore Soft Drink vede Red Bull e Coca Cola al primo posto praticamente pari merito (27,51% e 27, 06%, rispettivamente).

Seguono a distanza Estathé di Ferrero (11,37%), Monster (9,30%) e Fanta (5,19%).

L’analisi dei dati di ABR Radar, relativi a 11.629 contenitori per i quali è stato possibile identificare la marca, mostra che le 10 marche più presenti nel littering costituiscono il 63% del totale dei contenitori dispersi.

La classifica per gruppo

Se consideriamo i gruppi che hanno più marchi nel proprio portafoglio il gruppo Heineken che detiene i marchi Moretti e Ichnusa è al primo posto nella classifica dei gruppi più presenti nel littering. Seguono San Benedetto, Coca Cola e Ab Inv con i marchi indicati nell’infografica. Questi gruppi si confermano ai primi posti come presenza anche in quest’ultima edizione 2025 del brand audit.


Emissioni di CO2 evitate grazie al riciclo

Qualora i  19.803 imballaggi per bevande non fossero stati raccolti e conferiti nella raccolta differenziata domiciliare da Boers sarebbero rimasti per decenni nell’ambiente, oppure smaltiti in qualche rara operazione di pulizia organizzata da Milano Città Metropolitana o dai singoli Comuni. Il riciclo di questi contenitori ha evitato all’ambiente l’emissione di 1,46 tonnellate di CO2 che corrisponde alle emissioni di una vettura che compie circa 10.712 chilometri.

Considerando che sono 8 miliardi i contenitori che sfuggono al riciclo ogni anno, se adottassimo da quest’anno un sistema di deposito cauzionale, [considerando i tempi richiesti perchè funzioni a regime] si potrebbero invece riciclare da qui al 2029 circa 827.663 tonnellate di materiali, con un risparmio di 1.087.637 tonnellate di CO2 equivalenti.

Su chi ricade la responsabilità del littering?

Una prima considerazione da fare è che la narrazione nazionale sulla gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata che viene ripresa dai media ha sempre messo l’accento sui risultati positivi conseguiti rispetto ad altri paesi UE, e mai su cosa non funziona e andrebbe migliorato. 

La responsabilità sul littering e sui limiti della raccolta differenziata vengono quasi sempre imputati ai Comuni e/o al comportamento dei cittadini, senza mai mettere in discussione il sistema di raccolta e avvio a riciclo attuale nel suo complesso, tra metodologie di raccolta non più allineate agli stili di vita attuali e risorse che coprono in media solamente il 42% ( dato ARERA) di quanto i Comuni spendono per la raccolta degli imballaggi. Infatti le risorse finanziarie messe a disposizione dei Comuni dal come compensazione dei costi sostenuti sono largamente insufficienti (oltre che in prolungata  fase di ricontrattazione in seno all’Accordo Quadro tra l’ANCI e i consorzi di filiera del CONAI).

Si è dovuto aspettare il 2024 con la campagna di IchnusaSe deve finire così, non beveteci nemmeno” per avere un produttore di bevande che “ammettesse” l’evidenza del littering. Meritevole quindi che Ichnusa prenda le distanze dai comportamenti che causano il problema, e si attivi in campagne di pulizia estive, ma un produttore di bevande sa bene che senza un sistema di deposito non si risolve il problema del littering.

—————————————————————————————————————–

**APPROFONDIMENTI VARI SUL TEMA **

La storia di Helena Boers

Helena Boers, una residente in Italia di origine olandese raccoglie volontariamente da anni rifiuti lungo le strade della sua zona, per ricambiare l’affetto ricevuto nel suo paese d’adozione ma anche dalla frustrazione per l’incuria ambientale dilagante. Oltre a ripulire le aree da tutte le tipologie di rifiuti abbandonati, Helena registra da qualche

tempo i dati riferiti ai contenitori per bevande che raccoglie tramite la webapp ABR Radar messa a disposizione dalla campagna “A Buon Rendere“.

I dati quantitativi e qualitativi sui rifiuti raccolti da Helena, sulla tipologia e le marche coinvolte rappresentano un’evidenza chiave per supportare la richiesta della campagna di adottare un sistema cauzionale che rappresenta l’unico sistema che abbia dimostrato di poter ridurre drasticamente la dispersione degli imballaggi per bevande in tutti i paesi dove è stato adottato

L’impegno di singoli cittadini come Helena Boers, che utilizzano strumenti come ABR Radar o partecipano ad iniziative di citizen science, contribuisce in modo significativo a fornire dati concreti per sollecitare politiche ambientali a livello europeo. E’ questo il caso dell’Olanda dove i rilevamenti puntuali sulla natura del littering di Dirk Groot alias Zwerfinator sono stati ripresi nei rapporti governativi e, insieme all’impegno corale di diverse Ong, hanno influenzato le decisioni politiche nazionali sulla gestione dei rifiuti.

Nonostante il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti venga denunciato da singoli cittadini, associazioni e spesso con interventi da parte di personaggi noti, la narrazione adottata a livello globale da parte dei produttori di bevande tende a minimizzare la responsabilità del produttore, e ad enfatizzare la responsabilità dei singoli. Lo abbiamo visto anche in Italia con la campagna di Ichnusa “Se deve finire così non beveteci nemmeno” prima citata, e la nuova Campagna SUP (Single-Use Plastics) dal titolo “Da bottiglia a bottiglia”.

Questa narrazione ha avuto origine da oltre mezzo secolo ormai come abbiamo raccontato attraverso la storia dello spot del “Crying Indian” — di Keep America Beautiful (KAB), ONG fondata e finanziata dalle grandi aziende produttrici di imballaggi e bevande usa e getta.

Per scaricare il comunicato stampa e le immagini clicca qui

 

CONDIVIDI LA NOTIZIA SUI SOCIAL

— Altre news

I NOSTRI PARTNER PRINCIPALI