Con il 1° Aprile parte a Singapore un sistema di deposito con un periodo di transizione di 6 mesi

Il sistema di deposito per contenitori di bevande da tempo in discussione a Singapore entrerà in vigore il 1° aprile con un periodo di transizione esteso da tre a sei mesi per fare fronte alle richieste dell’industria del settore e degli altri soggetti che sono coinvolti.

Dietro alla decisione di implementare tale sistema a Singapore c’è la necessità di evitare che migliaia di tonnellate di materiali preziosi vengano incenerite o vadano ad intasare l’unica discarica del Paese.

Si stima infatti che a Singapore vengano venduti ogni anno 1,8 miliardi di contenitori per bevande. Ciò equivale a circa 300 bottiglie in plastica o lattine pro capite all’anno. Il tasso di raccolta degli imballaggi per bevande si aggira intorno al 40-50%, una percentuale relativamente bassa per un paese altamente sviluppato. Il governo mira ad arrivare ad intercettare l‘80% /90%di questi contenitori entro il 2028, recuperando così circa 16.000 tonnellate di materiali ogni anno.

Singapore ha un problema strutturale nella gestione dei rifiuti. Il paese ha pochissimo spazio per le discariche. La maggior parte dei rifiuti viene quindi incenerita e gli scarti del processo vengono stoccati su un’isola artificiale: la discarica di Semakau. Tuttavia, questa discarica si sta lentamente riempiendo. L’obiettivo è quindi quello di incrementare il riciclo degli imballaggi valorizzabili per prolungarne la durata.

Come solitamente avviene quando viene implementato un sistema di DRS ( Deposit Return System) i consumatori pagheranno una cauzione di 10 centesimi di dollari in aggiunta al prezzo di vendita delle bevande in bottiglia o lattina ( da150 ml a 3 litri). Un importo che riceveranno indietro restituendo i contenitori vuoti presso i punti di raccolta designati in tutta l’isola.

L’estensione del periodo di transizione al 30 settembre comporta che, sebbene il programma inizi ufficialmente il 1° aprile, la maggior parte dei contenitori per bevande idonei al rimborso del deposito arriverà probabilmente sugli scaffali solo verso la fine del periodo di transizione.

Dal 1° ottobre 2026 potranno essere venduti sul mercato di Singapore solo bevande recanti il marchio del deposito.

L’Operatore del Sistema è BCRS Ltd Beverage Container Return Scheme Ltd , l’ente licenziatario designato dalla National Environment Agency (NEA). Si tratta di una società senza scopo di lucro formata da un consorzio di produttori (Coca-Cola Singapore Beverages, F&N Foods e Pokka) che include anche una rappresentanza di produttori locali più piccoli per garantirne gli interessi.

Una differenza sostanziale tra il sistema implementato a Singapore e il modello prevalente (al 99%) in Europa è che l’iniziativa fa capo al governo che, tramite l’Agenzia nazionale per l’ambiente, ha incaricato il settore delle bevande di prendersi carico di implementare il sistema tramite l’istituzione di BCRS Ltd.

Altre differenze sostanziali tra il sistema di Singapore e i DRS europei —come si può leggere dall’analisi di Dirk Groot attivista ed osservatore esperto sul tema — sono:

  1. A Singapore, il rimborso della cauzione viene erogato direttamente in formato digitale con acrredito su alcuni tipi di carta, senza scontrino né rimborso monetario.
  2. Il governo pone particolare attenzione all’accessibilità: il 90% dei residenti deve poter raggiungere un punto di raccolta entro cinque minuti a piedi.
  3. I distributori automatici inversi o RVM sono ampiamente diffusi negli spazi pubblici: non solo nei supermercati, ma anche nei complessi residenziali, nelle stazioni della metropolitana, nei centri commerciali e nelle aree di ristorazione.

Inoltre comparando la disponibilità di RVM per km² a Singapore con il dato olandese Groot rileva che il numero di macchine a disposizione degli utenti a Singapore è da 10 a 20 volte superiore rispetto ai Paesi Bassi.

Infrastruttura di raccolta a “portata di mano” per i residenti

Il sistema partirà con una rete di 1.000 di punti di raccolta ma con l’obiettivo di arrivare 2.000 entro il primo anno, in coerenza con l’obiettivo di avere punti di raccolta raggiungibili velocemente a piedi dai residenti.

Per chi vive nei complessi residenziali HDB, la comodità sarà massima: il 90% dei residenti avrà una RVM a meno di cinque minuti a piedi da casa. Questi punti di restituzione non saranno solo presenti nei grandi supermercati — che hanno l’obbligo di ospitarli se superano i 200 mq — ma anche nei complessi residenziali, stazioni della metropolitana, centri commerciali e aree di ristorazione (food courts).

Come anticipato solo i supermercati e negozi che commercializzano bevande con una superficie di vendita superiore a 200 mq hanno l’obbligo legale di ospitare punti di restituzione che possono essere manuali o automatizzati. Possono però chiedere di partecipare volontariamente al sistema anche esercizi commerciali più piccoli.
La restituzione dei contenitori vuoti può avvenire presso:

punti di raccolta automatizzati dotati di Reverse Vending Machines (RVMs) che accettano i contenitori idonei ed emettono rimborsi digitali (tramite SimplyGo o DBS PayLah!);

-punti di restituzione manuali gestiti da personale che sono indicati per volumi ridotti di contenitori;
-punti di raccolta dedicati a grandi utenti che restituiscono grandi quantità di contenitori misti alla volta.

Una gestione del sistema di deposito in partnership
BCRS Ltd non gestisce direttamente l’operatività del sistema come avviene nella maggior parte dei sistemi di deposito europei ma si appoggia a società esterne indicate come partner. SimplyGo! e DBS Paylah! sono i partner responsabili del rimborso della cauzione al pubblico tramite accrediti su carte o portafogli digitale. Per quanto riguarda invece l’implementazione e la manutenzione delle RVM ( o distributori automatici inversi) installate presso i supermercati e altri punti di raccolta comunitari, sono tre i partner produttori di RVM accreditati come partner. Infine la fase successiva post raccolta — che include la gestione del centro di selezione dove i contenitori vengono lavorati per essere poi venduti ai riciclatori — è affidata a Cora Environment, società specializzata nella gestione dei rifiuti di varia natura.

Primo paese asiatico ad avere un DRS

Come abbiamo raccontato in precedenti post Singapore ha portato a termine il suo percorso decisionale e operativo per arrivare ad essere il primo paese asiatico ad istituire un sistema di deposito, diventando un caso studio al quale ispirarsi per gli altri paesi confinanti.

Ma non solo perché anche la governance e l’organizzazione decisa si discostano dai modelli europei rendendo l’esperienza di Singapore interessante da seguire.

La rete di punti di restituzione collocati non solamente presso supermercati ma anche nelle zone residenziali, centri commerciali, aree di ristorazione e di passaggio in un paese con un’elevata densità di popolazione e ridotte dimensioni delle abitazioni dovrebbe indurre i consumatori a restituire più frequentemente piccole quantità di rifiuti, anziché accumulare grandi scorte. A meno che, in quest’ultimo caso l’intenzione del consumatore non sia quella di recarsi presso un punto di raccolta dedicato per grandi conferimenti.

Grazie alla disponibilità e accessibilità dei punti di raccolta si dovrebbero prevenire o diminuire i conferimenti di bottiglie e lattine nei cestini stradali o un loro abbandono nell’ambiente. Anche l’opzione dell’accredito digitale dovrebbe ridurre i tempi di conferimento, e la formazione di file, contribuendo ad incentivare ulteriormente la restituzione dei vuoti da parte dei consumatori.

Non ci resta che stare a vedere perché ogni esperienza di implementazione del DRS, di successo o meno offre sempre spunti e apprendimenti importanti per disegnare nuovi sistemi o migliorare quelli esistenti.

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