
Il mese di maggio si è configurato come un vero e proprio periodo clou per il futuro del sistema di deposito cauzionale (DRS- – Deposit Return System) in Italia, segnando un’accelerazione decisiva sia sul piano istituzionale che su quello della sensibilizzazione. Un recente convegno organizzato alla Camera ha messo in luce una rara e ampia convergenza politica tra maggioranza e opposizione sulla necessità di introdurre anche in Italia un DRS per gli imballaggi monouso. La spedizione di Merijn Tinga aka Plastic Soup Surfer per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla necessità di avere il sistema anche in Italia è arrivata sino al cospetto di Papa Leone XVI.
I relatori intervenuti al convegno hanno sottolineato come il sistema non sia più un’opzione, ma un’urgenza dettata sia dai vincoli europei che dalla necessità di tutelare l’ambiente e l’economia del riciclo, che perde ogni anno 8 miliardi di contenitori in Italia materiali preziosi che inquinano l’ambiente invece che alimentare il riciclo di prossimità.
Finalmente, dopo oltre quattro anni di iniziative di informazione e advocacy sui benefici del DRS che hanno coinvolto i principali stakeholder del sistema [dalle istituzioni al mondo della politica, ai produttori di bevande, alle associazioni di categoria, al mondo del riciclo, agli enti locali, alle ong e movimenti di cittadini preoccupati per il proliferare del littering] siamo riusciti come campagna “A Buon Rendere” a trasformare il deposito cauzionale da una discussione tecnica a una priorità politica condivisa, pronta per essere tradotta in legge per rispondere agli imminenti obblighi europei del 2029.
A questo proposito dobbiamo ringraziare i vicepresidenti della Camera Fabio Rampelli (FdI) e Sergio Costa (M5S) che – su nostra proposta – hanno infatti unito le forze per promuovere un confronto che ha mostrato una totale sintonia d’intenti che ha coinvolto anche i rappresentanti delle istituzioni come ISPRA e delle ong intervenute come Marevivo, Fareverde e ASviS.
Tre proposte verso la calendarizzazione: Durante l’incontro sono state presentate le tre diverse proposte di legge depositate da Fratelli d’Italia dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. Silvia Roggiani e Sergio Costa hanno messo in carico a Massimo Milani l’onere e l’onore come rappresentante del partito di Governo di calendarizzare in Commissione Ambiente l’esame delle tre Pdl entro giugno.
L’urgenza dei target europei e il superamento dei limiti attuali
Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera (FdI), ha aperto i lavori evidenziando la cogenza dei tempi: “Il tempo è una variabile che non possiamo più ignorare”. Rampelli ha spiegato che, entro il 31 dicembre 2028, l’Italia dovrà raggiungere il 90% di raccolta differenziata per il PET, un obiettivo che con i metodi è “matematicamente impossibile” da conseguire. Ha citato come modelli i Paesi (Norvegia e Germania) che, grazie al DRS, raggiungono tassi di raccolta vicini al 100%.
Sergio Costa, vicepresidente della Camera (M5S), ha perorato sull’efficacia del sistema già attivo in 19 Paesi europei. Costa ha citato dati e numeri presenti nel nostro studio C/B derivanti dall’introduzione di un DRS in Italia: dai benefici legati all’aumento dei tassi di raccolta e riciclo ai vantaggi legati alla riduzione della dispersione degli imballaggi per le amministrazioni locali. Costa ha poi spiegato che, a seguito del regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) e della direttiva SUP il DRS è diventato una necessità per evitare procedure di infrazione, dato che l’Italia è attualmente già in ritardo sugli obiettivi di raccolta per le bottiglie in PET. Nelle battute finali del convegno, Costa ha dichiarato che la fase del “si può fare” è superata, e che stiamo entrando in quella del “si vuole fare” e ha auspicato che il prossimo incontro non sia più un dibattito, ma un brindisi per la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.
Un patto di responsabilità e visione strategica
Maria Alessandra Gallone, presidente di ISPRA, ha definito il deposito cauzionale come un “patto di responsabilità tra produttori, distributori, cittadini, istituzioni e comuni”. Secondo Gallone, il DRS non deve essere visto come un vincolo, ma come un’opportunità per organizzare la transizione verso un’economia circolare compiuta. Ha inoltre auspicato un equilibrio tra volontà politica, accompagnamento per i produttori ed educazione dei cittadini. E’ vero che l’Italia è campione del riciclo, ma “dobbiamo avere anche il coraggio di guardare con lucidità quello che possiamo migliorare”.
Laura D’Aprile, del Ministero dell’Ambiente, ha ribadito che il DRS deve integrarsi nella strategia nazionale sulle plastiche, tenendo conto delle specificità territoriali italiane (orografia e logistica). Ha sottolineato l’importanza di analisi costi-benefici e del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) per supportare una strategia complessiva che possa anche abbassare i costi di filiera.
La prospettiva legislativa: verso un testo condiviso
I parlamentari presenti hanno mostrato ottimismo sulla possibilità di unificare le tre proposte di legge depositate (a firma Milani, Roggiani e Fontana).
- Massimo Milani (FdI) ha dichiarato che il lavoro in Commissione Ambiente potrebbe iniziare entro giugno, definendo il DRS come uno strumento per il “riciclo spinto”. L’intervista di EC.com qui
- Silvia Roggiani (PD) ha evidenziato l’urgenza sanitaria e ambientale, ricordando che in Italia 8 miliardi di contenitori vengono dispersi o sfuggono alla raccolta ogni anno. L’intervista di EC.com qui
- Devis Dori (AVS) ha annunciato una mozione per impegnare il governo e accelerare i tempi, definendola una “prova di verità” per tutte le forze politiche.



Il valore della risorsa e l’impatto ambientale
- Luca Cheri (AD di Acqua Sant’Anna) ha spiegato che il DRS è fondamentale per “dare un valore a un rifiuto”: nessuno butterebbe 25 centesimi per terra, rendendo così il contenitore una risorsa preziosa anche agli occhi del cittadino. L’intervista a Economia Circolare qui.
- Enzo Favoino (A buon rendere) Enzo Favoino, della campagna “A Buon Rendere”, ha ricordato il valore strategico dell’economia circolare e dei sistemi di deposito su cauzione: “Non è un omaggio alla cultura ambientalista: è un grande processo e percorso di efficientamento del nostro sistema di produzione e di consumo che poi intercettare anche la lotta al littering” Favoino ha chiarito che passare dall’80% al 90% di raccolta o 95% -95 come nel caso dell’alluminio raddoppiare la “fecondità d’uso delle risorse” : si possono fare venti rotazioni di risorse anziché solamente dieci prima di rinnovare integralmente le mie risorse E questo non è affatto indifferente nell’epoca della circolarità”.
- Raffaella Giugni (Marevivo) ha ricordato la gravità del littering: 570 mila tonnellate di plastica finiscono ogni anno nel Mediterraneo, entrando infine nella catena alimentare e nel corpo umano.


Il tema ha acquisito una dimensione globale e spirituale grazie alla presenza di Merijn Tinga, il “Plastic Soup Surfer”. La sua spedizione di sensibilizzazione, che ha toccato anche il Vaticano. Tinga ha evidenziato come la lotta all’inquinamento da plastica sia ormai un dovere morale che unisce istituzioni civili e religiose e che il DRS è lo strumento decisivo per eliminare le numerose bottiglie che ha incrociato in mare durante la traversata, oppure abbandonate sulle spiagge dove ha attraccato dalla Liguria al Lazio.
Il convegno si è concluso con l’auspicio che l’Italia, già leader nel riciclo, possa colmare il ritardo normativo e implementare il sistema entro il 2029 per evitare nuove procedure d’infrazione europee.
La registrazione dell’evento è disponibile qui. Un resoconto video qui.




















